Beatrice Vio


ANDARE AVANTI SENZA DIRE MAI “NONOSTANTE TUTTO”

 

19 anni e tanta passione, campionessa mondiale di fioretto paralimpico. Beatrice “Bebe” Vio sostiene la campagna di AIFI contro l’abusivismo, e ci racconta quanto sia stata importante per lei la fisioterapia.

Foto Augusto Bizzi

Foto Augusto Bizzi

Come mai hai deciso di appoggiare questa campagna?

Ho sempre fatto tantissima fisioterapia. Ho iniziato dopo la malattia, sia in ospedale, sia una volta uscita, e mi è servita molto. Ho sempre avuto la fortuna di avere degli ottimi fisioterapisti, e se non fosse stato per loro non sarei dove sono adesso.

Come deve essere un fisioterapista secondo te?

Ormai quasi tutti i miei fisioterapisti sono anche degli amici. È molto importante stabilire una buona relazione, questo aiuta anche a sopportare il dolore che a volte si può sentire.

Molte persone si affidano alle “mani sbagliate” perché magari seguono i consigli di un amico o un vicino di casa.

Secondo te la fiducia può bastare per avere una buona prestazione professionale?

Dipende ovviamente da chi ti ha dato il consiglio. La mia prima fisioterapista era un’amica di famiglia, che conoscevamo bene professionalmente, quindi sapevamo già di poterci fidare. Anche un’altra delle mie fisioterapiste lavora con la nostra famiglia, quindi sempre in ambito pediatrico. Se mi fido di un consiglio, devo sapere esattamente cosa fa questa persona..

Che cos’è per te una difficoltà?

Secondo me una difficoltà è una sfida da superare.

Quando hai capito che per te poteva esserci una vita diversa rispetto a quella che si prospettava dopo la malattia?

Più o meno da subito. I miei genitori mi hanno dato la forza per volercela fare, sono stati loro il mio punto di partenza. Adesso sto facendo un sacco di cose belle, non pensavo potesse davvero essere così.

Qual è il modo migliore per vivere bene “nonostante tutto”?

Secondo me il modo giusto è non dire “nonostante tutto”, ma dire solo “vado e parto”.

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Foto Augusto Bizzi

Come immagini il tuo futuro, come ti immagini tra vent’anni?

Adesso farò Rio. Poi vorrei fare Tokyo nel 2020 e Roma nel 2024; vorrei diventare capo di Sky Sport e presidente del Coni.

E nel privato?

Vorrei farmi una famiglia, adottare dei bambini, disabili o di colore. Non sono una che passa tutto il suo tempo nello sport o nello studio, ho anche una vita sociale. Per me la famiglia è molto importante. Vorrei ovviamente dei figli miei, ma se pensi a quanti bambini hanno bisogno di una famiglia, perché non potergliene dare una? Mi piacerebbe aiutare delle persone.

Chi è Beatrice Vio

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Foto Augusto Bizzi

Nata a Venezia nel 1997, pratica la scherma da quando aveva cinque anni. Nel 2008 ha contratto una meningite acuta, in seguito alla quale le sono stati amputati gli avambracci e le gambe sotto le ginocchia. Divenuta atleta paralimpica di fioretto, da allora ha vinto, fra le altre cose, la Coppa del Mondo 2014, due medaglie d’oro ai Campionati Europei (2014) e altri due ori ai Mondiali under 17 (2011 e 2014). Con i genitori ha fondato l’associazione benefica art4sport per sostenere e promuovere lo sport fra i disabili. Il 19 settembre 2015 si è laureata campionessa mondiale del fioretto individuale nel corso dei campionati di scherma di categoria tenutisi a Eger (Ungheria).